lunedì 10 aprile 2006

Dedicato alla figlia di Carlo Perrin

Sei di nuovo orgogliosa di essere valdostana?

Rollandin va a casa!!!

Sono commosso come un bambino

L'unico Exit Poll azzeccato della giornata lo ha fatto Giannelli per la lista del Galletto...

venerdì 7 aprile 2006

"Gaudium Magnum" o come si dice...

Il Tg3 oggi apre con una Notizia con la N maiuscola:
OGGI È L'ULTIMO GIORNO DI CAMPAGNA ELETTORALE!!!

Cosa succede dopo le patate allucinogene...

1) Un omino ex fidanzato (da meno di due giorni) della tua coinquilina Monica va in televisione da Victoria Cabello su MTV vantandosi di saper piegare le orecchie a cubetto e farle schioccare.
2) Raidue dà in affidamento ad Andrea Pezzi una trasmissione di approfondimento e l'ospite più illustre e colto è Interrante.
3) Mentana fa una puntata su come gli hanno sabotato la puntata.
4) Gli esami non finiscono mai, soprattutto quando ti presenti con un'ora di ritardo all'appello.
5) I Professori spariscono e li aspetti per delle mezz'ore.
6) I treni spariscono, senza che nessuno ne annunci la scomparsa.
7) I treni successivi, sono in ritardo.
8) Gli autobus non ti fanno salire fuori dalle fermate.
9) I cellulari cadono e vanno a pezzi.
10) Tutte le fermate dell'autobus, che finalmente sei riuscito a prendere, sono prenotate. L'ISTAT dice che non succedeva dal 1914.
11) Il carrello del fattorino ti si piazza davanti mentre corri su per la scala mobile della Stazione Centrale e rimani incastrato tra le sue bibite e il muro con la valigia. Il tutto quando mancano 25 secondi alla partenza del treno.
12) Il treno che devi prendere partirà con un ritardo di 30 minuti. Fiù...
13) Il treno che devi prendere magicamente partirà puntuale, folle corsa al binario.
14) L'obliteratrice, indovinate, non funziona.
15) Il capotreno ti fa salire quando il treno è già in movimento e non smetterai mai di ringraziarlo.
16) Fiù, ce l'abbiamo fatta. Un'oretta di viaggio e poi il cambio. La porta del treno non si apre, è guasta. Di nuovo di corsa, tutta la carrozza per uscire dall'altra porta. 3 secondi netti dopo, la porta si richiude e il treno riparte.
17) Il 2° treno di giornata (Aosta è fuori dalle comunicazioni ferroviarie) è dopo 20 minuti. Sono le 9 di sera, l'ultima cosa a cui hai pensato è mettere qualcosa sotto i denti. Il bar è chiuso, resta solo la macchinetta. Infili i soldi, digiti il codice. Il prodotto scende: è la prima cosa che mi va dritta nella giornata. Il pacchetto cade perfettamente in piedi, e la porticina della macchinetta non si apre. Non c'è modo di aprirla. Anzi, no, il modo è solo uno: prendere qualcos'altro. E in effetti, il secondo acquisto fa cadere il precedente, e la sfiga della giornata è finita.

Quando ti sembra di vivere in un incubo, pensa che forse le patate al forno di Monica, in cui al posto delle spezie, ha messo le "droghe per arrosti", fanno effetti strani...

lunedì 3 aprile 2006

Parcheggio della Consolata

Il Comune di Aosta fa di tutto perché la gente non ci parcheggi.

Aosta, zona nord. Salita della Consolata. Zona agricola dismessa e incolta. Aosta è città che ha bisogno di parcheggi e di aria pulita.
Ecco quali erano le nobili intenzioni dei nostri abili amministratori: creare un parcheggio coperto a due passi dal centro, dove far parcheggiare chi intasa il centro con le proprie macchine quando va a lavorare negli uffici cittadini; creare un parcheggio per i pullman turistici, che non dovranno più arrivare all'Arco d'Augusto (monumento più rappresentativo della città) e lì sostare per tutta la giornata, creando ingorghi e inquinamento.

Ecco, a due mesi dall'apertura, qual è la realtà: il deserto.
Il parcheggio a pagamento è percepito come distante dal centro (anche se non lo è poi tanto, ma sempre di più di altri). Le tariffe per favorire la sosta lunga, sono pensate con i piedi e attuate ancora peggio. Il famigerato punto di arrivo dei pullman turistici, non ne ha visto ancora uno.
Aperto due mesi fa, ha una tariffa oraria di 50 cent e giornaliera di 3 euro. Di notte non si può parcheggiare, ma si può andare a riprendersi la macchina parcheggiata, così come nei week end. Tariffa di 10 euro giornalieri per il parcheggio dei pullman.

Oggi, forse come pesce d'aprile, il Comune decide di cambiare le tariffe: dalle 20 di sera e nei week end il parcheggio sarà chiuso, non sarà possibile nemmeno entrare a riprendersi la macchina.

Ma è un delirio? Chi è il genio che ha ideato il parcheggio e le relative tariffe? Hanno mai sentito parlare di analisi della domanda o di verifica dei flussi prima di costruire e aprire? Hanno mai sentito parlare di architettura (il parcheggio è di dubbio gusto) e di urbanistica? Di pianificazione territoriale? È chiedere troppo per degli amministratori eletti?

Ecco cosa non va, secondo me, che sono profano di queste cose, ma non troppo. Propongo anche delle semplici soluzioni che forse i nostri amministratori non hanno mai pensato, obnubilati dai soldi:

1) Il parcheggio è percepito come distante.
Soluzione: ipotizzare un mese di sosta gratuita. È così difficile pensarlo? Quando, chi negli anni si è stufato di pagare per mettere l'auto nel casino del parcheggio dell'ospedale, si accorgerà che c'è quell'alternativa gratis (per il primo periodo) ci andrà a parcheggiare e si accorgerà che non è poi così distante.

2) Il parcheggio è percepito come caro.
Soluzione: in tutte le grandi città esistono parcheggi periferici facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici o, in una città piccola come Aosta, a piedi, alternativi ai parcheggi a pagamento più centrali. Quindi: a) creare questi parcheggi esterni; b) rendersi conto che se non ci parcheggia nessuno, il parcheggio della Consolata non è poi così centrale e adeguarne le tariffe.

3) Il parcheggio è costato molto. Nonostante sia di dubbio gusto architettonico (pensiline piramidali orrende, pendenze delle vie d'accesso sballate, "alpinità" e "modernità" mescolate che conducono ad un risultato né carne, né pesce) e di dubbia utilità, bisogna ammortizzarne il costo di costruzione.
Soluzione: ostica. Fino a che si crederà che il parcheggio si riempirà da solo, il parcheggio non si riempirà e la gente continuerà a parcheggiare altrove, a costo di cercare uno stallo per due ore e pagare di più che alla Consolata.

4) Quale comitiva turistica deciderà mai di pagare 10 euro per parcheggiare in quella zona?
Soluzione: rendere la sosta per i pullman gratuita. I pullman hanno gli autisti, e forse i nostri amministratori se ne sono dimenticati. L'autista lascia la comitiva nel punto più prossimo al centro raggiungibile (Arco d'Augusto, piazza della Repubblica) e poi può andare a parcheggiare altrove (anche a chilometri) per poi tornare a prendere la comitiva a fine giornata o quando lo desidera. 10 euro per parcheggiare fuori mano senza motivo? No grazie.

5) Chi mai lascerà l'auto tutto il week end senza possibilità di andarsela a riprendere dopo le 20? Se per un qualsiasi disguido faccio tardi, me ne torno a Ponboset a piedi? Inoltre, perché spendere tutti quei soldi e far funzionare il parcheggio per soli 5 giorni a settimana?
Soluzione: aprirlo tutta la settimana e 24 ore su 24. Paura delle scritte sui muri o di atti vandalici? Beh, dovevate pensarci prima: avevate carta bianca per qualsiasi realizzazione.

Insomma, le soluzioni esisterebbero e non richiederebbero nemmeno tanti studi e tanti soldi. Forse però politicamente il buon senso non ha senso.

domenica 2 aprile 2006

Rincoglionimento capitale

Casini e la Mussolini invocano la pena di morte per gli assassini di Tommaso. Io invoco la pena capitale per loro due.

Uno dei pochi slogan di questo blog: No alla pena di morte

sabato 25 marzo 2006

Un sogno per il dopo-elezioni

Ho una piccola serie di sogni, insignificanti forse, per l'11 aprile prossimo.
Vorrei tornare a vedere in televisione Michele Santoro. Vorrei che si potesse invitare liberamente chiunque in Rai senza che nessuno rischi il posto. Vorrei tornare a sentire o leggere Luttazzi e la sua satira tagliente. Vorrei rivedere Guzzanti fare Rutelli e la sorella Berlusconi. Vorrei che Mimum si prendesse sei mesi di ferie alle Antille e che non passi più il suo tempo a manipolare notizie per qualcuno. Vorrei avere un'alternativa seria a Vespa e Mentana. Vorrei che in televisione, in radio, sui giornali, si possa tornare liberamente a parlare di ciò che si vuole senza nessuno che alzi i toni e insulti qualcun altro. Vorrei poter leggere il Corriere senza credere che sia un quotidiano Komunista. Vorrei sentire qualcuno che dice a Belpietro che non ha ragione. Vorrei vedere meno auto bruciate e meno braccia tese e pugni chiusi.

lunedì 13 marzo 2006

Lettori, se esistete, scusate...

Lettori, se esistete, scusate...

Sono in silenzio stampa per rispettare la impar condicio. Seguo l'esempio del mio Presidentissimo Caveri.

Non ho il coraggio di parlare di Lucia "double face (da cul)" Annunziata che sta passando in queste ore per Komunista. Se tra lei e i black blok riescono a far vincere le elezioni a Silviuccio, espatrio.

sabato 25 febbraio 2006

Un mondo di incertezze #05

Giulio Andreotti voterà AN.

mercoledì 22 febbraio 2006

La forza dell'Union Valdôtaine

1) "Scriviamo L. Caveri, così ci contiamo!" è il diktat del capogruppo dell'Union Valdôtaine in Consiglio Regionale per le votazioni segrete del Presidente "riciclato" Luciano Caveri. Qualche genio riesce a scrivere sulla scheda "Elle Caveri".
Meno male che non era un voto a fare la differenza. Pochi minuti dopo, il riconfermato Presidente richiama all'ordine l'opposizione, tacciandola di anti-autonomismo: dovevate votarmi, se qualcosa fosse andato storto rischiavamo il commissariamento con qualche amichetto di Silviuccio in cattedra.
Prendersela con l'ignoranza e la grettezza di qualche suo collega era troppo difficile.

2) Roberto Louvin (ex UV, leader di Vda Vive) fa proclami: il Senatore Rollandin (causa di tutti i problemi attuali dell'UV, al di là di ogni opinione) sta perdendo consenso. Non fa però i conti con l'elettore medio unionista che, nel migliore dei casi, fa come Carlo Perrin (appena dimessosi dall'UV dopo una lunga battaglia interna per riformarla): prende le decisioni nel giro di qualche anno. Se va male, vota a vita UV "perché ho sempre fatto così". Se va malissimo, vota UV perché è l'unico simbolo che conosce sulla lista.

3) Gli allevatori di Valpelline, ancora a giudizio per riduzione in schiavitù di un marocchino fino all'estate scorsa, sono ancora idolatrati dal popolo unionista, che li difenderà fino alla fine anche negando l'evidenza. Tanto che il coniuge è stato rieletto in Consiglio Comunale pochi giorni dopo che il tribunale ha svelato il possibile misfatto. Il simbolo prevale anche sui sospetti...

Un mondo di incertezze (olimpiche) #04

Dopo Torino 2006, abbiamo capito che sul ghiaccio si scivola...

Boom!
Badaboom!!!

Il buon senso contro l'"aviaria"

Due cigni col raffreddore mettono in ginocchio il mercato delle carni bianche italiane. Il Governo, invocato dai produttori del settore in crisi, chiede e ottiene dall'Unione Europea di concedere aiuti pubblici agli allevatori di volatili.
Perché si pensa sempre ai soldi e non alle soluzioni pratiche? Il mercato avicolo è in crisi? Si rischiano di perdere, nel medio periodo, circa la metà dei posti di lavoro attuali? La ripresa sarà lenta, al contrario del crollo? Perché allora nelle mense pubbliche, negli asili, nelle scuole, non si compra pollo e tacchino e lo si serve al posto delle tonnellate di hamburger e polpette propinate a dipendenti e allievi?
Come sempre la soluzione di buon senso non è propinabile all'elettore pigro. O la soluzione è di destra (libero mercato in libero Stato) o è di sinistra (aiuti al mercato in crisi a tutela dei lavoratori). In questo caso, un Governo di destra si comporta da Governo di sinistra, forse a fini elettorali.
Certo la soluzione del buon senso servirebbe solo in parte, il vero mercato delle carni avicole lo fanno le casalinghe e non i ristori pubblici. Ma il segnale sarebbe potuto essere importante, non avrebbe causato ritorsioni interne o autorizzazioni europee. E sarebbe servito all'opinione pubblica più di due Ministri ciccioni che si sbrodolano di grasso in Piazza Montecitorio con due cosce di pollo per mano a testa...

venerdì 17 febbraio 2006

Un mondo di incertezze #03

Il blues del mandriano rilanciato da Teone Teocoli

giovedì 16 febbraio 2006

The Strokes - Il miglior album dell'anno

Raramente duplico i miei interventi. Questa volta però questo misfatto merita veramente di essere attuato. First impression of earth degli Strokes è un album davvero fantastico.
Lo avevo sentenziato dopo il primo ascolto e lo ribadisco dopo che il numero degli ascolti ha superato il centinaio, se non i 150. In un mese. Raramente mi capita di ascoltare (per intero) un album così tante volte. Veramente piacevole, vario. Ad ogni ascolto se ne scopre un lato che prima non si era notato. È quasi un disco feticcio, per la ricchezza del libretto, quasi barocco, che dopo le mistificazioni dei Coldplay (che non hanno nemmeno pubblicato i testi) è ritornato quasi un'opera a sé, con dignità stilistica e impaginazione notevole.
Saranno dei coglionazzi, ma ci sanno fare. Hanno trainato il rock and roll, assieme ai White Stripes, ad una nuova rinascita, l'ennesima. E sono riusciti a tirar fuori 14 canzoni con testi non scontati, riff curati e parti vocali meno elementari. Quasi un disco epocale, per questi versi, soprattutto in questi ultimi tempi di sole e poche nicchie eccellenti contro masse tunzettare e scontate.
La canzone più banale è forse Razorblade, ma non se ne vuole più andar via dalla testa. "My feelings are more important then yours / Sweetheart / Your feelings are more important of course". Ask me anything tronca con la prima parte del disco e con il passato di Room on fire, ma è stata fin troppo mitizzata dalla critica: quando parte decisa Electricityscape il fan storico tira un sospiro di sollievo e può tornare a sentire le amate chitarre di Nick Valensi e Albert J. Hammond. Ogni canzone potrebbe essere lanciata come singolo, nessuna ha la debolezza creativa di eventi precedenti e starebbe bene nelle playlist delle radio più di tanti Chariot o Robbie Williams bolliti.
Fear of sleep ricorda a tratti le coltellate degli italici Afterhours: loro però avevano e mettevano paura del buio. -ize of the world ha il finale che amo di più di un brano musicale. Semplicemente, finisce, senza tirarla per le lunghe. Grazie.

First impressione of earth è uno di quei dischi che vorrei sentire nei locali, nelle discoteche, nei pub. Come, ai tempi, i Nirvana. Come i Radiohead di OK Computer. Come gli Oasis e i Blur ai tempi d'oro.
Forse Casablancas e soci stanno accontentando qualche inglese che ha come me questa timida speranza. Oltre Manica l'album sta facendo furore.
Qui in Italia vogliamo farci del male con Madonna e il ritorno, nientepopodimenoche, di Haiiduchi.

Ne sentivamo la mancanza...

Tracklist:

01. You only live once
02. Juicebox
03. Heart in a cage
04. Razorblade
05. On the other side
06. Vision of division
07. Ask me anything
08. Electricityscape
09. Killing lies
10. Fear of sleep
11. 15 minutes
12. -ize of the world
13. Evening sun
14. Red light

martedì 14 febbraio 2006

Un mondo di incertezze #02

L'incredibile Hulk non è più verde.

lunedì 13 febbraio 2006