
Oggi
manifestazione studentesca. «
Non siamo contro gli esami di riparazione», ma sono apparsi puntualmente cartelli "
No agli esami".
Il punto non è questo. Il punto è il mio disgusto, ma per altro: ai miei tempi si manifestava tutti uniti, non c'era bandiere e colori. Non c'era politica, se non quella "Studenti vs. Resto del Mondo". Sapevo bene che la Valle d'Aosta, in questo, rappresentava l'eccezione. Fuori Valle, dal '68 in avanti, e forse anche prima, gli scontri destra-sinistra sono la marmellata sul pane della protesta, quel di più che fa colore e dà gusto e che, se non ci fosse, farebbe strano a tutti.
Qui, nell'isola felice di Regionelandia, gli studenti erano studenti. E basta. Qualche leader politico sfilava con loro, ma soltanto quelli, di qualunque colore essi fossero, che condividevano o avevano ispirato la protesta.

Oggi, invece, hanno sfilato in due cortei distinti e antagonisti. Con canzoni che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (
Il canto degli italiani di Mameli da una parte,
Bella ciao dall'altra). Con bandiere che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (il tricolore e la bandiera della pace). Con leader politici che dovrebbero condividere con gli studenti le motivazioni della "lotta" e che invece incitano alla contrapposizione (
Azione Giovani e meno giovani da una parte,
Rifondazione e i suoi satelliti dall'altra).
Uno spettacolo penoso, incivile, indegno. Il peggio di quanto potesse succedere fuori dalla "Dzenta valaye".
E così tutti hanno parlato delle polemiche successive e della "protesta degli studenti contro gli esami di riparazione" e non delle altre motivazioni: forse perché non esistevano...
Nelle immagini: a destra la destra, a sinistra la sinistra. E dove se no...