Camminando su di un marciapiede stretto, l'unica persona che si incontra la si incrocia proprio dove c'è un palo.
O, peggio, una cacca di cane...
martedì 3 gennaio 2006
sabato 31 dicembre 2005
Non festeggiare il capodanno è da sfigati?
"No, non me lo dire... Eppure tu non mi sembri certo uno sfigato!"
"Oh, ma se proprio vuoi puoi unirti a noi"
"Ci raggiungi più tardi, dai, non puoi startene a casa!!!"
Delitto di Stato? Omicidio colposo? Comportamento censurabile? Abitudine bislacca?
No, semplicemente non mi piace festeggiare il capodanno. Non mi piace in generale festeggiare per forza. Perché bisogna tutti essere felici, bere e mangiare allo sfinimento, fingere di farsi gli auguri?
Ormai si festeggia ogni cosa, tutti i giorni. Serve davvero un momento di delirio collettivo in cui ci si accontenta di comparse VIPs e cantanti di serie B, bottiglie di spumante da supermercato e botti fino allo stordimento? A me non piace, semplicemente. E se sembro sfigato, pace. Mi piace così, semplicemente...
"Oh, ma se proprio vuoi puoi unirti a noi"
"Ci raggiungi più tardi, dai, non puoi startene a casa!!!"
Delitto di Stato? Omicidio colposo? Comportamento censurabile? Abitudine bislacca?
No, semplicemente non mi piace festeggiare il capodanno. Non mi piace in generale festeggiare per forza. Perché bisogna tutti essere felici, bere e mangiare allo sfinimento, fingere di farsi gli auguri?
Ormai si festeggia ogni cosa, tutti i giorni. Serve davvero un momento di delirio collettivo in cui ci si accontenta di comparse VIPs e cantanti di serie B, bottiglie di spumante da supermercato e botti fino allo stordimento? A me non piace, semplicemente. E se sembro sfigato, pace. Mi piace così, semplicemente...
venerdì 30 dicembre 2005
Un posto per coraggiosi #3 - La Parisette, Sarre, Valle d'Aosta, Italia
La Parisette è il classico bar di paese. Un po' più curato del solito, gestito da qualcuno che ci sa fare.
Tutto lì, niente di più.
Quattro macchinette mangiasoldi, due frigo enormi da bar bettola che vuole crescere, un po' di musica forte, un po' di squallido karaoke, tre televisori sempre accesi che nessuno guarda, un arredamento stranamente ben curato.
Ma, all'improvviso, il boom: pieno di giovani trentenni repressi che non hanno niente di meglio da fare che pigiarsi in questo locale che non offre niente di speciale ma che vive un successo incomparabile. Altri locali chiudono, La Parisette viaggia a gonfie vele. Fino a quando qualcuno si accorgerà che in realtà non offre assolutamente nulla in più del bar sotto casa. Non un ambiente particolare, non una musica particolare, non un luogo particolarmente accessibile. Solo il gusto strambo di qualche giovane che ne ha decretato l'improvviso successo.
Sporadicamente lo frequentavo prima del boom, e non vorrei augurare al simpatico gestore di tornare alla routine precedente... Ma purtroppo credo e spero che un ritorno alla normalità, quando qualcuno si sveglierà, sarà inevitabile
I coraggiosi sono quelli che riescono a mettervi piede dentro tutti i fine settimana e a divertirsi. Un coraggio tutto particolare, piuttosto strano e certamente non da premiare...
Tutto lì, niente di più.
Quattro macchinette mangiasoldi, due frigo enormi da bar bettola che vuole crescere, un po' di musica forte, un po' di squallido karaoke, tre televisori sempre accesi che nessuno guarda, un arredamento stranamente ben curato.
Ma, all'improvviso, il boom: pieno di giovani trentenni repressi che non hanno niente di meglio da fare che pigiarsi in questo locale che non offre niente di speciale ma che vive un successo incomparabile. Altri locali chiudono, La Parisette viaggia a gonfie vele. Fino a quando qualcuno si accorgerà che in realtà non offre assolutamente nulla in più del bar sotto casa. Non un ambiente particolare, non una musica particolare, non un luogo particolarmente accessibile. Solo il gusto strambo di qualche giovane che ne ha decretato l'improvviso successo.
Sporadicamente lo frequentavo prima del boom, e non vorrei augurare al simpatico gestore di tornare alla routine precedente... Ma purtroppo credo e spero che un ritorno alla normalità, quando qualcuno si sveglierà, sarà inevitabile
I coraggiosi sono quelli che riescono a mettervi piede dentro tutti i fine settimana e a divertirsi. Un coraggio tutto particolare, piuttosto strano e certamente non da premiare...
mercoledì 28 dicembre 2005
L'aviaria, i polli giganti e l'ottimizzazione paretiana
I pollivendoli vendono polli sempre più grossi.Le casalinghe si chiedono il perché.
"Saranno tutte quelle schifezze che gli danno... Anabolizzanti, ormoni, epo, aspirina..."
E invece è colpa dell'aviaria. Sì, proprio lei, l'aviaria. Quella di cui non si sente più parlare, ma che è stata la più grande montatura giornalistica e mediatica creata dai nostri potenti. Per prenderci per i fondelli e guadagnarci tanti soldini.
Ebbene, è proprio così. I produttori di polli, in crisi assieme ai pollivendoli e a tutta la filiera ad essi legata, non sanno più come smerciare tutti i polli che allevano. Tirati su in condizioni sempre migliori, con mangimi sempre più "Slow Food", con spazi e condizioni igeniche finalmente dignitose, non si riescono a vendere per il terrore orientale dei polli influenzati.
E così, invece di macellarli a 10 mesi (ipotizzo io, non ho idea di quanto possa vivere un povero pollo... povero, ma tanto buono...) li macellano a 11 o a 12. E invece di avere petti da mezzo chilo li hanno da 6 etti.
Il classico problema dell'economista, l'ottimizzazione paretiana. A che età del pollo i costi marginali per mantenerlo superano i benefici marginali che un etto di carne in più mi darebbe?
Quando i costi marginali di mangime e spazio superano i benefici marginali di un grammo in più di carne, sia essa petto o coscia, zac, gli si tira il collo.
Quando un evento esterno, come la pazzia diffusa e la fobia dei polli di qualche mese fa, condiziona l'intero mercato, ecco allora che l'ottimo di Pareto va a farsi benedire.
Aumentano inevitabilmente i costi medi, perché macellare un pollo di un chilo senza poi riuscire a venderlo è allocativamente sballato, e quindi lo si tiene lì per un altro mese (mangime, tempo e spazio fanno lievitare i costi) anche se il beneficio medio è ormai inferiore al costo medio...
Morale della favola? A causa di una montatura mediatica, le imprese al margine, quelle meno redditizie, chiuderanno. Le casalinghe si abitueranno al pollo paffuto e sodo di 11 mesi e non vorranno più quello da 10. I giornalisti e i venditori di vaccino si faranno i soldi, gli allevatori e i pollivendoli più bravi anche, molte aziende chiuderanno e difficilmente il mercato tornerà, in tempi brevi, a quell'ottimo paretiano che massimizzava i profitti e minimizzava la vita dei nostri poveri polli...
Viva l'aviaria!
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StraCult
sabato 24 dicembre 2005
Chissà perché! #15
Perché puntualmente, ogni anno, per andare alla messa di mezzanotte si parte troppo tardi per trovare posto a sedere e si arriva troppo presto, in modo da aspettare mezz'ora l'inizio della funzione???
PS: Buona Natale a tutti
PS: Buona Natale a tutti
Tempi moderni
Ricordate il programma con cui Daria "Big"nardi ha esordito su Italia1 qualche anno fa (8? 10?). Quello che raccattava dalla strada mentecatti e ciarlatani, trans e tatuati a manetta, suore buddiste e preti gay? Ma sì, non potete sbagliare... Quello che fotografava alla perfezione una parte dei tempi moderni, facendo storcere il naso ai buonisti e ai perbenisti. Anche a causa del titolo, ripreso da un capolavoro di Charlie Chaplin. Un programma per certi versi generazionale.Ebbene, quel programma non aveva capito niente.
I tempi moderni non erano squatter, prostitute e pazzoidi.
I tempi moderni sono delirio puro, altro che trasgressione...
Ignoranti che protestano contro il progresso, tirando in ballo pargoli e anziani.
Ministri che non sanno rispondere altrimenti che con le botte.
Ministri canterini, presidenti monopolisti anti par condicio...
Europa allargata a est, ospedali allargati a est (evidentemente la mania della Cina dilaga anche tra i politici aostani).
Insultatori insultati, insultatori malmenati, malmenati insultati, Borghezio insultato insultatore malmenato (la solita mania di grandezza...)
«Papaveri e papi... La donna cannolo...» No, questa è un'altra storia.
Il nuovo millennio prospettava prosperità, pace, toni morbidi e pacati, rispetto per il prossimo e per la natura, discussioni sempre più frequenti e animate ma civili. Prevedeva anche le macchina volanti, treni sospesi nel vuoto e vestiti "intelligenti". Forse nel secolo passato si sono azzeccate di più le previsioni per quanto riguarda queste cosine che non contano nulla...
Insomma, si litiga, ci si accapiglia, si rubano soldi ai derelitti manco rubare caramelle ai bimbi. Dal primo all'ultimo stressati, dal primo all'ultimo che dispensano consigli. Manca solo il parere della Chiesa... Con il ditone di Ruini alzato a maledire qualche comportamento che non nuoce a nessuno più dell'indifferenza e dell'odio diffuso in quella che fino a qualche anno fa era la nostra "società"
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mercoledì 21 dicembre 2005
lunedì 5 dicembre 2005
martedì 29 novembre 2005
lunedì 28 novembre 2005
Prestigiribirigizzatori
Pierferdy Casini, 27 novembre 2005: Basta con i Presidenti illusionisti.
Pierferdy Casini, 28 novembre 2005: Non mi riferivo al Presidente del Consiglio, ma a quello del Milan... a quello di Mediaset... a quello di Mondadori... a quello lì, insomma...
Pierferdy Casini, 28 novembre 2005: Non mi riferivo al Presidente del Consiglio, ma a quello del Milan... a quello di Mediaset... a quello di Mondadori... a quello lì, insomma...
giovedì 24 novembre 2005
La mia città ideale
Ci sono stato, ci tornerei in un istante in qualsiasi stagione dell'anno. È un po' distante, c'è la rottura del cambio e soprattutto non trovo nessuno che venga con me. Da quando però a Praga hanno creato questa pista ("Prague the fourcross capital"), è davvero la mia città ideale...
mercoledì 23 novembre 2005
lunedì 21 novembre 2005
Lotteria Bataille
La Bataille des Reines (per i non aborigeni valdostani, un tradizionale e naturale combattimento tra mucche strumentalizzato a fini politici) avrà la propria lotteria, una delle 4 lotterie nazionali del 2006.
Il Senatore Rollandin e la "sua" Union Valdotaine esultano. A noi poveri pirla non ne può fregare di meno. Ci piacerebbe di più poter uscire di casa senza morire per lo smog "peggio che a Milano", poter fare due passi in un parco urbano, poter viaggiare su un treno caldo e puntuale, poter assistere ad uno spettacolo teatrale o a una partita di basket senza far la fine delle sardine
A volte la politica è poco pragmatica...
O meglio, ha obiettivi diversi:
Il Senatore Rollandin e la "sua" Union Valdotaine esultano. A noi poveri pirla non ne può fregare di meno. Ci piacerebbe di più poter uscire di casa senza morire per lo smog "peggio che a Milano", poter fare due passi in un parco urbano, poter viaggiare su un treno caldo e puntuale, poter assistere ad uno spettacolo teatrale o a una partita di basket senza far la fine delle sardine
A volte la politica è poco pragmatica...
O meglio, ha obiettivi diversi:
sabato 19 novembre 2005
TAV e TBV
Sono tutti contro la TAV. O meglio, sono tutti contro la TAV a casa propria. È una di quelle opere che tutti vogliono, ma nessuno a casa propria. Come la discarica unica per le scorie nucleari, come la discarica comunale, come le birrerie o i depuratori. NIMBY in economia, acronimo di Not In My Backyard.Un'opera che permetterebbe, con dei divieti o delle limitazioni saggi e lungimiranti, di liberare le strade dai TIR e le valli dai gas di scarico. Ma che nessuno vuole, né in Val di Susa, né altrove.
Ci si appiglia alla scusa che "tanto i treni diminuiranno la percorrenza di soli 50 minuti tra Torino e Lione". E poi c'è l'amianto, la bellezza paesaggistica, anni di lavori. Piace tanto il modello svizzero, ma nessuno sa che senza una ferrovia di quel tipo non si può fare. Provate a caricare un container su un treno attuale. O addirittura un TIR intero...
Il "modello svizzero" è fatto di linee moderne, impianti sofisticati, mezzi nuovi e puntuali e soprattutto di gallerie ampie e tasse sui mezzi pesanti.
Bene, valsusini protestanti, ecco la mia proposta: spostiamo i soldi della TAV dalla vostra valle alla nostra. Sinceramente noi valdostani non ne possiamo più della TBV (Treno a bassissima capacità, velocità, temperatura). Non ne possiamo più di viaggiare in ritardo con il timore di non arrivare, di congelare su carrozze gelide o viaggiare ammassati come sardine nelle ore di punta. Non ne possiamo più di attese a Chivasso e di ponti da fare a passo d'uomo perché non reggono il peso di un convoglio. Non ne possimo più di politici che da quell'orecchio non vogliono sentire. Date a noi i soldi per una linea moderna, magari doppia così da non doversi fermare per minuti interminabili solo per incrociarsi con un treno locale. Date a noi i soldi per poter togliere 50 minuti di percorrenza Torino-Aosta o Aosta-Milano.
PS: Ah, seconda clausola sacrosanta: cuccatevi tutti i TIR nel Fréjus, a noi in Valle d'Aosta non piacciono. Scenderemo in strada anche noi.
domenica 6 novembre 2005
Non ci sono più le mezze stagioni
Novembre: non ha ancora gelato una volta, le foglie sono ancora tutte sugli alberi. Oggi ho mangiato il pandoro.
Non ci capisco più niente, altro che luoghi comuni...
Non ci capisco più niente, altro che luoghi comuni...
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